La Regola di Cartesio per le Equazioni di Secondo Grado
Un'importante regola per determinare i segni delle soluzioni di un'equazione di secondo grado senza risolverla è la Regola di Cartesio.
Questa regola prende il nome dal matematico e filosofo francese René Descartes, noto anche come Cartesio, che la formulò per la prima volta nel suo libro La Géométrie.
Si tratta di una regola molto utile e di impiego generale che può essere applicata anche a equazioni di grado superiore al secondo. In questa lezione, tuttavia, ci concentreremo sul suo utilizzo per le equazioni di secondo grado.
La regola di Cartesio
Nella lezione precedente abbiamo visto che sussistono due relazioni tra i coefficienti di un'equazione di secondo grado e le sue soluzioni. Questo, ovviamente, nel caso in cui il discriminante dell'equazione sia maggiore o uguale a zero.
In tal caso, presa l'equazione generica di secondo grado:
Se
Esiste un'altra relazione che lega i coefficienti dell'equazione ai suoi risultati, che prende il nome di Regola di Cartesio. In particolare, questa regola permette di determinare i segni delle soluzioni di un'equazione di secondo grado senza risolverla.
Prima di approfondire la regola, tuttavia, dobbiamo introdurre due concetti: la permanenza del segno e la variazione del segno.
Data un'equazione generica di secondo grado:
si ha:
- Una permanenza del segno quando due coefficienti consecutivi hanno segno concorde;
- Una variazione del segno quando due coefficienti consecutivi hanno segno discorde.
Chiariamo con degli esempi. Prendiamo l'equazione:
In questa equazione abbiamo i coefficienti
Se prendiamo l'equazione:
In questo caso, invece, abbiamo una permanenza di segno, in quanto i coefficienti
Detto questo, proviamo a costruire una tabella con le possibili combinazioni di segni tra i coefficienti di un'equazione di secondo grado:
Nelle prime tre colonne abbiamo inserito i segni possibili che i tre coefficienti possono avere. Non c'è bisogno di considerare il caso in cui
Nella terza e quarta colonna abbiamo, invece, messo il segno della somma e del prodotto delle soluzioni dell'equazione. Questi segni sono stati determinati attraverso le relazioni che abbiamo visto all'inizio della lezione.
Infatti, la somma ha segno opposto a
Analogamente, il prodotto delle soluzioni ha segno uguale a
A partire da queste osservazioni, possiamo costruire una seconda tabella:
Segno |
Segno |
||
---|---|---|---|
In questa tabella abbiamo inserito i segni possibili che possono avere la somma e il prodotto delle soluzioni di un'equazione di secondo grado. In base a questi segni, possiamo determinare i segni delle soluzioni stesse.
Adesso possiamo combinare le due tabelle di sopra, ottenendo una tabella che ci permette di determinare i segni delle soluzioni di un'equazione di secondo grado in base ai segni dei coefficienti:
Segno |
Segno |
Tra |
Tra |
|||||
---|---|---|---|---|---|---|---|---|
permanenza | permanenza | |||||||
permanenza | variazione | |||||||
variazione | permanenza | |||||||
variazione | variazione |
Ora, osservando bene la tabella, possiamo notare che se tra
Analogamente, se tra
Da ciò possiamo ricavare la Regola di Cartesio:
Regola di Cartesio per le Equazioni di Secondo Grado
Sia data l'equazione di secondo grado:
Con
Supponendo che l'equazione abbia due soluzioni reali e che, quindi, il suo discriminante sia:
Allora abbiamo che:
- Ad ogni variazione del segno dei coefficienti corrisponde una soluzione positiva;
- Ad ogni permanenza del segno dei coefficienti corrisponde una soluzione negativa.
Esempi
Proviamo ad applicare la regola di Cartesio ad alcune equazioni di secondo grado.
Prendiamo l'equazione:
Abbiamo che i coefficienti sono:
Il discriminante è:
Poiché il discriminante è maggiore di zero, l'equazione ha due soluzioni reali. Ora, vediamo i segni dei coefficienti:
Abbiamo una variazione di segno tra
Entrambe le soluzioni saranno positive.
Proviamo a verificare che le soluzioni siano effettivamente positive:
Abbiamo confermato che le soluzioni sono positive.
Prendiamo l'equazione:
Abbiamo che i coefficienti sono:
Il discriminante è:
Poiché il discriminante è maggiore di zero, l'equazione ha due soluzioni reali. Ora, vediamo i segni dei coefficienti:
Abbiamo due permanenze di segno, quindi entrambe le soluzioni saranno negative:
Proviamo a verificare che le soluzioni siano effettivamente negative:
Abbiamo confermato che le soluzioni sono negative.
In Sintesi
In questa lezione abbiamo visto che:
- La Regola di Cartesio permette di determinare i segni delle soluzioni di un'equazione di secondo grado senza risolverla;
- La regola si basa sulla permanenza e sulla variazione dei segni dei coefficienti dell'equazione;
- Se tra due coefficienti consecutivi c'è una variazione di segno, la soluzione corrispondente sarà positiva;
- Se tra due coefficienti consecutivi c'è una permanenza di segno, la soluzione corrispondente sarà negativa.